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SGUARDI IN TERRA INCOGNITA

Mostra del: 21-02-2015 Ore: 16:30

 

Sguardi in terra incognita: Cristiano Nasi e Nino Poli

Le opere di Cristiano Nasi e Nino Poli offrono allo spettatore due sguardi al di là della dimensione a noi nota. Poli sonda, illuminandoli, gli abissi oscuri delle profondità marine, Nasi quelli altrettanto impenetrabili del nostro inconscio davanti alla morte. Due sguardi distinti, eppur complementari, oltre i confini del mondo sensibile. Personaggio sinceramente schivo, Cristiano Nasi è un caso singolare di nomen omen. Le tante croci presenti nei suoi quadri alludono ad un destino implicito già nel suo nome, che con un vezzo il pittore rimarca facendo della T di Cristiano una tau, una croce. Ma la devozione lascia il posto alla evocazione. Le scabre e suggestive tecniche miste di Poli sono frutto di un complesso rituale di preparazione che vede l’impiego della sua segreta formula alchemica: materie prime sintetiche, plastiche, naturali e organiche – in alcune suites la sua firma è piuttosto la presenza di “scheletri” ittici, quando non di interi pesci essiccati – trovano una collocazione di tutto equilibrio.

Mauro Carrera

 

 

Cristiano Nasi

Con molta soddisfazione iniziò la mia avventura da pittore autodidatta. Sentivo però che mancava qualcosa, serviva un “distintivo”, un orpello in grado di caricare ulteriormente le mie tele di significato, bisognava rendere il messaggio più forte. Nacque così la mia personalissima tecnica provocatoria: mescolare al colore usato per dipingere un materiale particolare: ceneri umane ricavate dalla carbonizzazione e triturazione di denti eliminati negli interventi odontotecnici. Questa tecnica ha destato un grande clamore in occasione della mia prima personale. Infatti alcuni fantasiosi giornalisti, nonostante avessi a più riprese chiarito l’origine delle “ceneri umane”, si sbizzarrirono a ipotizzare i più svariati reati, facendomi addirittura guadagnare le prime pagine dei quotidiani locali per alcuni giorni”.

(Nastro-biografia a cura di Alfredo Gianolio)

 

Cristiano Nasi si è formato da autodidatta, ma proiettandosi subito nell’ambito opposto a quello che attrae i dilettanti, seguendo la strada aspra della ricerca, prediligendo pittori come Munch, Balthus e Hopper, dei quali apprezza le sintesi lineari e le campiture monocrome, autori che si pongono di fronte alla realtà per affrontarla e non per evaderne. Nasi continua la ricerca dell’ignoto con un impianto scenografico. Nei suoi quadri si colgono due prospettive, quella dell’uomo e quella di Dio che, come un “sole nero”, ci domina e sovrasta. Dipinge per pura passione, ma con grande e disinteressato impegno. Ha già al suo attivo varie mostre personali e collettive in città italiane ed estere. Alcune sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Scandiano (Reggio Emilia).

Nino Poli

A me piaceva la materia e incominciai a girare per i boschi, essendo cercatore di funghi. Vedevo i boschi sporchi, bruciati, con relitti di alberi incendiati, disastri ambientali. Quando scorgo un vecchio albero secco, mi fermo a osservarlo attentamente. Alla mia riflessione segue il recupero dei materiali da utilizzare, il loro assemblaggio e poi l’applicazione su di essi del colore. Nei miei quadri gli elementi costitutivi sono la materia e il colore. Per ottenere la luminosità sovrappongo diverse mani di colore, blu, rosso, verde e azzurro, mani molto leggere e tante velature. Ѐ una pittura tendenzialmente informale, ma che richiama il figurativo. Voglio dare l’impressione dell’incendio, degli alberi ridotti a mozziconi, della terra bruciata e poi, con del terriccio particolare, riesco a ottenere delle crepe nel bitume per comunicare una sensazione di siccità. Ogni dipinto ha un suo significato: può rappresentare un disastro ambientale o una sonda nelle profondità marine alla scoperta dei misteri che racchiudono”. (Nastro-biografia a cura di Alfredo Gianolio)

Nino Poli è nato a San Valentino di Castellarano il 31 marzo 1942. Già a 12 anni sapeva esprimersi con la tecnica dell’ acquerello, cui seguì la pittura a olio e l’arte incisoria, prendendo inizialmente a modello Giorgio Morandi. Suo amico e maestro fu il pittore e docente prof. Fiorenzo Giacopini di S.Ilario d’Enza. Poli, in una prima fase mirava alla rappresentazione della realtà, attratto dal rapporto della luce col colore dei macchiaioli. La grande svolta avvenne nel 2000, allorché, per esprimere il disastro ecologico, si impadronì di una tecnica adeguata, fortemente materica, ricca di recondite e allusive luminosità. Nel 2010 ha aderito al “Movimento Surrezionale”. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive ed è stato inserito nel catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2015. (cell.339-8163103)



 

 







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